Ogni anno in Italia, circa 400 persone perdono la vita per annegamento. Di queste, circa 40 (il 10%) hanno meno di 18 anni: come prevenire queste tragedie?
La giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento del 25 luglio è stata istituita dalle Nazioni Unite.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia si registrano 800 ospedalizzazioni per annegamento, circa 60.000 salvataggi (solo sulle spiagge) e più di 600.000 interventi di prevenzione da parte dei bagnini.
La prevenzione rappresenta la prima regola a cui attenersi per ridurre drasticamente il rischio di annegamento di bambini e ragazzi evitando così possibili tragiche conseguenze. Bisogna quindi fare in modo di eliminare gli accessi in acqua non controllati attraverso il corretto utilizzo di barriere fisiche: porte e cancelli che affacciano direttamente al mare o in piscina, barriere che impediscano l’accesso ai bambini non accompagnati. Inoltre bisogna sempre coprire la piscina con l’apposito telo nei periodi dell’anno in cui non viene utilizzata. Anche la temperatura dell’acqua è un aspetto della prevenzione: se troppo fredda può causare episodi di vasocostrizione e conseguenti malori.
La forma di prevenzione più efficace quando si parla di bambini resta comunque la sorveglianza: non perderli mai d’occhio quando sono vicini o dentro l’acqua ma anche stargli vicini in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di imprevisti. Basta un minuto di distrazione (il cellulare!) per perdere di vista il bambino che, sommerso, non riesce a chiedere aiuto.
Nei primi 3 anni di vita un bambino può trovarsi in difficoltà anche in pochi cm d’acqua: basta una vasca da bagno o una piccola piscina gonfiabile o anche solo un secchio pieno d’acqua.
Almeno fino a 5-6 anni di vita, al mare o in piscina, deve esserci sempre la presenza del genitore in acqua. Anche i bambini più grandi non debbono comunque essere persi di vista perché possono essere trascinati sott’acqua da un’onda o dalla risacca. E gli adolescenti, per natura portati al rischio, vanno istruiti e convinti ad evitare comportamenti pericolosi: tra questi fare il bagno dopo aver bevuto alcolici.
Un altro elemento molto importante è il rispetto delle regole. Gli adulti devono dare il buon esempio. Non si può fare il bagno ovunque (fiume, lago, mare). Ci sono apposite segnaletiche che vietano la balneazione e vanno rispettate. E dagli adulti deve arrivare il buon esempio.
Cosa fare in caso di annegamento? Quando nonostante gli accorgimenti e le attenzioni si verifica un episodio di annegamento, è fondamentale intervenire con prontezza, lanciando in acqua qualsiasi oggetto galleggiante a cui il bambino possa aggrapparsi.
E una volta a riva, vanno immediatamente chiamati i soccorsi mentre si avviano le prime manovre rianimatorie (che sarebbe auspicabile fossero note a tutti i cittadini).
