La sindrome feto-alcolica (FAS) è una condizione che può colpire i bambini nati da madri che hanno consumato alcol durante la gravidanza. L’alcol attraversa facilmente la placenta e il feto non ha gli enzimi per metabolizzarlo e neutralizzarlo: per questo interferisce con lo sviluppo del cervello e degli organi del feto, anche in quantità apparentemente ridotte.
I bambini con sindrome feto-alcolica possono presentare:
- ritardo della crescita (basso peso e altezza per l’età)
- alterazioni del volto (occhi piccoli, labbro superiore sottile, naso corto)
- difficoltà cognitive e comportamentali, come problemi di apprendimento, attenzione e memoria
- disturbi motori e coordinativi.
La gravità dei sintomi è direttamente proporzionale alle quantità di alcol assunte dalla futura mamma. Nelle prime settimane poi, quando la gravidanza stessa può essere ancora non nota, le conseguenze dell’alcol sono le più gravi.
Il numero di casi non diagnosticati è alto, e dipende da diversi fattori, tra cui stigma sociale e complessità diagnostica. Peraltro, molti bambini con forme lievi mostrano segni clinici sfumati, che inducono raramente le famiglie a una valutazione da parte del pediatra
Non esiste una cura definitiva, ma interventi precoci – come supporto educativo, riabilitazione cognitiva e sostegno psicologico – possono migliorare la qualità di vita del bambino e della famiglia.
La buona notizia è che la sindrome feto-alcolica è completamente prevenibile: basta evitare ogni consumo di alcol in gravidanza. Non esiste una dose sicura: la scelta migliore per la salute del bambino è zero alcol fin dal concepimento.
