La bronchiolite è una malattia potenzialmente molto grave nei bambini piccoli e il virus (VRS) è molto contagioso 

Il Nirsevimab è un nuovo anticorpo monoclonale a lunga durata che con 1 sola somministrazione protegge per 5 mesi, cioè per tutta la stagione a rischio e il nostro neonatologo Dott Mario Frigerio aveva lanciato un appello affinché i genitori aderissero alla profilassi con Nirsevimab.

Bene, ci sono buone notizie!

La campagna di immunizzazione dei piccolissimi contro il virus respiratorio sinciziale (VRS) sta registrando in Italia progressi significativi, benchè partita dopo una serie di ‘inciampi’ istituzionali. 

 Le Regioni hanno infatti avviato, sia pure in tempi e modalità a volte diversi, programmi specifici per proteggere i più piccoli e, da Nord a Sud, si registrano a oggi pochissimi casi di bronchiolite (in alcune realtà anche “zero casi” legati al VRS) in quello che solitamente corrispondeva con il periodo del primo picco epidemico, cioè novembre-dicembre.

Ed è quanto si è già osservato lo scorso inverno in Valle d’Aosta, la prima Regione a scegliere di garantire ai neonati la protezione del nuovo farmaco: nessuno dei bambini che ha ricevuto la profilassi con Nirsevimab è stato ricoverato per bronchiolite da RSV.

Attualmente in Piemonte il Nirsevimab viene somministrato alla dimissione dal Punto Nascita a tutti i nati tra il 1° novembre 2024 e il 31 marzo 2025 e, presso i Centri Vaccinali delle ASL o presso i Pediatri di Famiglia, ai bambini nati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024.