Quali sono? Quelli confezionati e pronti per essere consumati direttamente o riscaldati, frutto di ripetute lavorazioni industriali.
Il cibo è non processato quando lo si consuma come è presente in natura o con solo pochi cambiamenti (cottura, condimento con sale e olio) I cibi ultraprocessati contengono invece numerosi ingredienti aggiunti (per esempio sale, zucchero e vari additivi coloranti, emulsionanti, addensanti) e spesso anche sostanze modificate chimicamente (grassi, amidi eccetera). Rientrano nella categoria dei cibi ultraprocessati molti piatti pronti e surgelati, le bevande zuccherate, i prodotti in vendita nei “fast-food” e molti snack confezionati (dolci o salati). Inoltre sono ultraprocessati anche alimenti erroneamente considerati salutari, come i cereali per la colazione, gli yogurt dolci alla frutta o i cracker.
Per riconoscerli l’etichetta può essere di grande aiuto: se un cibo non è stato processato, l’unico ingrediente è in genere l’alimento stesso (per esempio: mele o fagioli). Se invece la lista degli ingredienti si allunga, aumenta anche la probabilità che tale alimento sia stato lavorato o ultralavorato.
Sono tanto comodi perché veloci e anche appetitosi
Ma comportano rischi di danno che si “accumulano” durante l’arco della vita: ecco perché è particolarmente importante evitarli nell’alimentazione dei bambini (e anche delle donne in gravidanza)
Sono in genere alimenti troppo calorici, troppo ricchi in zuccheri ma poveri in fibre e in proteine nobili, che causano aumento di peso e infiammazione in tanti organi
Modificano il microbiota (quella enorme massa di batteri buoni che abita nel nostro intestino e ci aiuta a stare in salute) con conseguenze anche ben al di là del tratto digestivo
Poi contengono sostanze (emulsionanti, additivi vari) che riducono la barriera difensiva dell’intestino (come se grattassero via l’intonaco di un muro e poi aprissero anche delle piccole brecce tra un mattone e l’altro): una delle conseguenze più rapide è l’insorgere o il peggiorare di allergie alimentari
E sulla lunga distanza aumentano il rischio di tumori (soprattutto del colon), di malattia metabolica, di accidenti cardiovascolari; e in generale riducono le probabilità di vivere a lungo in salute
Si torna sempre lì: alla dieta mediterranea e ai cibi semplici, con un occhio di particolare riguardo e riconoscenza verso verdura e frutta, con i loro infiniti benefici
Certo, per preparare in casa cibi freschi e genuini ci vuole tempo e, oggigiorno, anche denaro; altro che “dieta povera”: il cosiddetto “junk-food” può far risparmiare alla famiglia fino a 15-20 € a settimana! Spesso però non è un problema di costi, ma di errate abitudini alimentari che andrebbero evitate e corrette da subito
