Sempre più diffuse anche nei piccoli per un’apparente facilità di utilizzo, sono commercializzate come dispositivi per respirare facilmente (“easy-breath”) ma celano un insidioso rischio fisiopatologico.

Il principale pericolo riguarda la possibile insorgenza di ipossia (cioè una riduzione dell’ossigeno) e di ipercapnia (cioè aumento della anidride carbonica – CO2) nel sangue soprattutto nei bambini più piccoli.

I casi segnalati sono ormai molti, anche gravi e qualcuno mortale.

Perché?

Per capire è necessario conoscere cosa sono il volume corrente e lo spazio morto del respiro.

Il volume corrente è la quantità di aria che viene mandata dentro e fuori ad ogni respiro e lo spazio morto è la quantità di aria che si sposta su e giù solo nella gola e nella trachea senza arrivare ai polmoni e quindi senza scambiare i gas con l’aria esterna (senza portare ossigeno al sangue, senza portare via anidride carbonica dal sangue). Entrambi sono proporzionali alle dimensioni corporee, quindi tanto minori quanto più i bambini sono piccoli.

La maschera facciale contiene molta aria che non viene scambiata con l’esterno durante i respiri e quella quantità di aria non scambiata aumenta di molto lo spazio morto, fino a superare il volume corrente e quindi ad azzerare, nei bambini, l’aria nuova che davvero entra nei polmoni.

La maschera ha un volume di 200-250 ml e il volume corrente di bambini e adulti è come da tabella:

In pratica, il bambino continua a respirare sempre la stessa aria, sempre più povera in ossigeno e sempre più satura in CO2 (fenomeno del re-breathing).

L’aumento della anidride carbonica nel sangue agisce come un narcotico, causando sedazione e depressione del respiro sino a condurre, nei casi più estremi, alla perdita di coscienza e all’annegamento, però senza la reazione tipica di agitazione/lotta che invece caratterizza l’annegamento. Questo rende anche “invisibile” la tragedia a chi è nelle vicinanze, perché il bambino sembra tranquillo!

Inoltre la maschera facciale ha un sistema di bande elastiche per garantire buona aderenza al viso e in caso di emergenza il bambino piccolo potrebbe non riuscire a togliersela (con le maschere tradizionali è invece facile “sputare il boccaglio”).

Il Ministero della Salute avverte di “non usarle sotto i 6 anni” ma in realtà basarsi sul solo criterio anagrafico non è prudente: è necessario introdurre un limite di peso (attorno ai 30 kg) che garantisca un volume corrente sufficiente a scongiurare il rebreathing, almeno con una maschera nuova e senza malfunzionamenti.

Ecco quindi l’invito a genitori, caregiver e adulti: attenersi scrupolosamente alle indicazioni e vigilare costantemente durante l’utilizzo delle maschere!