La bronchiolite è la più frequente infezione virale che colpisce le vie aeree inferiori (bronchioli) nei bambini di età inferiore a 12 mesi. Si manifesta con sintomi che coinvolgono all’inizio le vie aeree alte (raffreddore) e, successivamente, quelle inferiori con tosse, respiro veloce, difficoltà respiratoria, con visibile affaticamento dei muscoli del torace, apnee, cianosi, difficoltà ad alimentarsi, fino al sopore.
I virus responsabili possono essere diversi (rinovirus, virus parainfluenzali) ma, nella maggior parte dei casi, è in causa il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS). Il VRS è la causa principale di ospedalizzazione sotto l’anno di vita (1,7% dei bambini secondo dati europei e nordamericani) con picco a 2-3 mesi. Particolarmente a rischio sono i bambini ex-prematuri a causa della immaturità dei loro polmoni
Il VRS è altamente contagioso, superato solo dal virus del morbillo e per questo le epidemie sono difficilmente arrestabili. Inoltre il 30-40% dei bambini che si ammalano di bronchiolite da VRS in forma più grave (tale da richiedere ospedalizzazione) avranno conseguenze a lungo termine come broncospasmo e asma.
Considerata la gravità della infezione ed il fatto che le terapie siano soltanto di supporto, è necessario puntare molto su efficaci misure di prevenzione. Oltre alle ormai ben note misure generali (mascherine, distanziamento, evitamento del fumo passivo, pulizia e lavaggio delle mani) da ormai 20 anni esiste un farmaco prodotto dalla ingegneria genetica denominato Palivizumab. Si tratta di un anticorpo monoclonale umanizzato: un anticorpo costruito in laboratorio (ma identico a quelli che il nostro organismo produce normalmente per difendersi) diretto miratamente e precisamente verso un singolo bersaglio, senza altri effetti. Il Palivizumab è diretto contro una proteina del VRS e, danneggiando il virus, ne limita la replicazione. Deve essere somministrato una volta al mese, per via intramuscolare, per tutta la stagione epidemica (cioè i 5/6 mesi invernali). Questa profilassi è stata finora riservata (per motivi sia di costi sia di tollerabilità) ai bambini maggiormente a rischio: i prematuri nati prima delle 29 settimane (circa 6 mesi e ½) di età gestazionale, i bimbi con cardiopatia, con broncodisplasia o altre patologie polmonari. Di conseguenza la maggioranza dei bimbi, che sono sani e senza fattori di rischio, è rimasta finora non protetta.
Ma… c’è una grossa novità!
La ricerca scientifica è andata avanti. Alla luce della positiva esperienza con il Palivizumab nel ridurre il numero e le gravità delle infezioni da VRS, è stato sviluppato Nirsevimab, un nuovo anticorpo monoclonale a lunga durata e con un meccanismo di azione più potente che impedisce l’ingresso del VRS nelle cellule del bambino. Le sue caratteristiche consentono di somministrarlo in unica dose all’inizio del periodo epidemico e di ottenere una protezione prolungata di almeno 5 mesi. E’ adatto pertanto a essere offerto universalmente a tutti i bimbi che abbiano meno di un anno all’inizio della stagione epidemica.
Il farmaco è stato autorizzato dalle principali agenzie regolatrici: EMA, FDA, AIFA. Il costo di una campagna di profilassi universale è certamente elevato per i Sistemi Sanitari, ma ampiamente compensato dai risparmi derivanti dal crollo delle ospedalizzazioni causate dal VRS. Nella scorsa stagione epidemica alcuni paesi europei (Francia, Spagna) hanno iniziato a proporlo e hanno osservato una enorme riduzione della diffusione della bronchiolite.
Per la stagione epidemica alle porte anche il nostro Paese, pur con differenze tra Regione e Regione e ritardi poco giustificabili, ha intenzione di proporre la profilassi universale, cioè a tutti i neonati e a tutti i bambini molto piccoli. Pertanto se avete un bimbo di meno di un anno e lo volete proteggere dalla pericolosa bronchiolite da Virus Respiratorio Sinciziale, contattate il vostro pediatra o il centro vaccinale per farvi inserire nel programma. Se invece il vostro bimbo nasce dopo il 1 novembre e prima del 31 marzo, sappiate che durante la degenza al Punto Nascita vi verrà proposta la profilassi con il Nirsevimab.
A TUTTI: UN CALDO INVITO AD ADERIRE!
Dott. Mario Frigerio
(Pediatra e Neonatologo)
