In occasione della Giornata Mondiale della Vitiligine abbiamo chiesto alla Prof.ssa Ornella Cervetti come questa malattia si presenta nei bambini, quanto è frequente e quali sono, ad oggi, le cure disponibili per il suo trattamento.

La vitiligine nei bambini

La vitiligine è una patologia cutanea cronica relativamente comune, caratterizzata da macchie più chiare rispetto alla pelle circostante. Si tratta di macchie ben circoscritte, senza colore (amelanotiche) o con colore più chiaro della pelle normale (ipomelanotiche) in cui i melanociti, cioè le cellule deputate alla produzione della melanina, sono assenti o ridotti di numero.

La vitiligine colpisce lo 0,5-5% della popolazione mondiale, senza differenza nei due sessi; nel 30-40 % dei casi c’è famigliarità ma le cause non sono ad oggi chiare.

La vitiligine può comparire a qualunque età, anche in età pediatrica, ma più spesso esordisce tra i 20 e i 30 anni, talora dopo un trauma locale, ma anche dopo un trauma psichico o una malattia sistemica.

Anche se abitualmente riconoscerla non è difficile, talora possono sorgere dubbi rispetto ad altre malattie. La diagnosi viene confermata se con la lampada a raggi UV usata dai dermatologi (la cosiddetta luce di Wood) le macchie assumono colore bianco latte.

È una malattia capricciosa e imprevedibile, ci può essere un rapido peggioramento seguito da quiescenza per anni oppure una lenta progressione. Nel 10-20% dei soggetti, soprattutto giovani, si assiste ad una repigmentazione spontanea.

La terapia, tuttora insoddisfacente, si basa sulla protezione dai raggi solari delle zone colpite per evitare ustioni e ridurre la differenza di colore con le zone di pelle sana. Nelle forme poco estese si utilizzano, direttamente sulla cute, steroidi o altri farmaci mentre la fototerapia con UVB a banda stretta è la terapia più utilizzata nelle forme generalizzate. Sono anche utilizzate terapie orali con corticosteroidi e vitamina D.
Da non dimenticare il ricorso a creme e cosmetici coprenti, che danno un notevole supporto psicologico.