Ogni inverno, puntuale, arriva l’influenza che mette KO adulti e bambini.
Quest’anno c’è una novità: la variante K dell’Influenza di ceppo A H3N2, comparsa a metà del 2025, è rapidamente diventata predominante ed ha anticipato di un mese l’epidemia invernale. Differisce dalle varianti precedenti perché tende a provocare sintomi più intensi anche se, fortunatamente, non più gravi (febbre più alta e più persistente, dolori muscolari, stanchezza) e perché alcune mutazioni la rendono più facilmente trasmissibile e “sfuggente” all’immunità che le persone hanno acquisito negli anni passati; i vaccini, aggiornati prima che la variante K comparisse, non la contengono ma danno comunque una protezione buona, pari al 50-60%, rispetto alla malattia sintomatica e molto più alta nei confronti delle forme gravi.
Cosa hanno di diverso i bambini?
Innanzitutto sono i più colpiti: tra 5 e 14 anni e soprattutto, come sempre, nella fascia di età 0-4 anni, con oltre 43 casi su 1.000 bambini; i ricoveri sono meno numerosi che negli over 65, però a causa della febbre alta sono stati osservati più casi di convulsioni febbrili e rischio di forme gravi di influenza è più alto per i più piccini, tra i 6 mesi e i 2 anni.
Inoltre i bambini sono i principali motori della diffusione del virus nella comunità (scuole, nidi, famiglie).
Il vaccino antinfluenzale in età pediatrica è raccomandato per tutti i soggetti a partire dai 6 mesi di età (fortemente raccomandato per i bambini con malattie preesistenti).
Dal 2020 oltre al tradizionale vaccino iniettivo intramuscolare a virus frammentati (split) per i soggetti tra 2 e 18 anni è disponibile il vaccino in spray nasale: uno spruzzo da 0.1 ml in ogni narice. Ovviamente molto più gradito a bimbi e genitori (benchè non dispensato dal SSN), è un vaccino vivo attenuato che contiene gli stessi ceppi del vaccino tradizionale ed è altrettanto efficace.
E per i piccolissimi sotto 6 mesi? Il vaccino non è autorizzato perché in questa tenerissima età non c’è una risposta immunitaria sufficiente a dare protezione. Per proteggere i lattanti in maniera indiretta si possono però vaccinare tutti quelli che se ne prendono cura, innanzitutto la mamma! La vaccinazione antiinfluenzale è infatti fortemente raccomandata in gravidanza, in qualsiasi trimestre, perché oltre a proteggere la madre, trasferisce anticorpi al feto, proteggendolo nei primi mesi di vita.
Giovedì 22 gennaio con “I giovedì della prevenzione”
Per approfondire questi temi e offrire un supporto concreto a genitori e nonni, giovedì 22 gennaio l’Ospedale organizzerà un evento dedicato a febbre e tosse nei bambini, durante il quale i nostri specialisti forniranno indicazioni pratiche, risponderanno alle domande più frequenti e aiuteranno a distinguere le situazioni che richiedono attenzione medica da quelle gestibili con serenità a casa. Un’occasione preziosa di informazione e prevenzione, pensata per accompagnare le famiglie nelle scelte quotidiane di salute.
