“Senza…”, “Fonte di…”, “Light”, “Naturale”, “Superfood”, facciamo un po’ di chiarezza
Queste diciture vengono dette “claims”, i quali possono essere di tipo nutrizionale, se si riferiscono alle caratteristiche del prodotto, oppure salutistici, se invece si riferiscono agli effetti che il prodotto in questione (o uno dei suoi ingredienti) può avere sulla salute.

Sebbene esista un regolamento europeo sull’utilizzo dei claims per tutelare il consumatore (Regolamento Ue 1924/2006), le aziende alimentari trovano spesso qualche escamotage per poter utilizzare queste diciture, senza che i loro prodotti siano effettivamente più salutari.
Il bersaglio più gettonato per questo genere di claims sono i prodotti alimentari destinati alle categorie più fragili, ovvero bambini e anziani.
Approfondiamo alcune diciture utilizzate spesso negli alimenti per bambini e vediamo in che modo sono finalizzate al marketing.
I “Senza…”
Il gruppo dei “senza” è molto ampio, ma prendiamo come esempio il più utilizzato, cioè il “senza zuccheri aggiunti”. Questo lo troviamo soprattutto nei prodotti dolci come succhi di frutta, cereali da colazione, marmellate, biscotti, merendine, ecc.
Il “senza zuccheri aggiunti” è uno dei claim più ingannevoli a cui bisogna prestare attenzione! Perché? Perché nella maggior parte dei casi, quel prodotto alimentare contiene altre tipologie di zuccheri. Infatti, per “zucchero” si intende il comune zucchero da tavola, anche detto “saccarosio”. Nella lista ingredienti di questo genere di prodotti, non troveremo lo “zucchero” o il “saccarosio”, bensì altri ingredienti zuccherini come ad esempio succo di mela (fruttosio) e polialcoli (mannitolo, sorbitolo, maltitolo…). Questi possono essere utilizzati come dolcificanti al posto dello zucchero nei prodotti “senza zucchero”, in modo tale da ovviare la normativa, che riguarda solo lo zucchero inteso come saccarosio.
I “Fonte di…”
In questa categoria rientrano tutte quelle diciture che mettono in risalto un micronutriente (es. calcio, fosforo, magnesio, ecc) o una vitamina (D, B, C, ecc.). Molto spesso questi elementi vengono aggiunti in tutti quei prodotti ricchi di grassi, di zuccheri e/o di sale, per poter indurre il consumatore a focalizzarsi sul singolo beneficio di quel minerale o di quella vitamina, senza considerare la restante lista di ingredienti poco salubri.
I “Light”
Quando un prodotto viene definito “light” o “leggero” vuol dire che contiene il 30% in meno dei grassi rispetto agli altri prodotti simili in commercio. Questo non è necessariamente sinonimo di “prodotto sano”, infatti questa dicitura si trova anche in prodotti come patatine in sacchetto, che oltre all’eccessivo contenuto di grassi hanno anche un eccessivo quantitativo di sale.
“Naturale”
I prodotti alimentari che riportano la scritta “naturale” o “100% naturale” sono generalmente composti da una lista di ingredienti di origine naturale, ovvero non chimica. Se analizzassimo bene a fondo queste liste di ingredienti però, ci renderemmo subito conto che forse proprio naturali non sono. Prendiamo come esempio un succo di frutta all’arancia rossa presente in commercio che in etichetta riporta “100% naturale”, come lista ingredienti riporta i seguenti: acqua, succo di arance rosse da concentrato (20%), zucchero, acidificante: acido citrico, estratto di carota nera e di ribes nero, addensante: pectina (da agrumi); aromi naturali. Un succo di frutta all’arancia rossa che contiene solamente il 20% di arancia da concentrato ed è addizionato di altri estratti e pectina (estratta artificialmente da agrumi) è davvero 100% naturale?
“Superfood”
Molto di moda sono anche i cosiddetti “superfood”, alimenti ricchi di nutrienti (soprattutto antiossidanti, vitamine, sali minerali) a cui vengono attribuite numerose e particolari proprietà benefiche per l’organismo, tra questi troviamo le bacche di goji, la radice di ginseng, l’alga spirulina, tè matcha, ecc. Questa dicitura viene utilizzata a scopo di marketing per dare più prestigio al prodotto in vendita. Infatti, generalmente i superfood sono alimenti di origine vegetale, spesso esotici, le cui proprietà benefiche non hanno fondamento scientifico.
Il consiglio della dietista
Per essere un consumatore consapevole non bisogna fermarsi all’etichetta principale degli alimenti che si mettono nel carrello, soprattutto se questi sono destinati ai più piccoli. Il consiglio della Dietista è quello di imparare a leggere le etichette con un occhio critico, prestando attenzione alla lista degli ingredienti, che deve essere il più breve possibile, e alla tabella nutrizionale, che deve avere pochi zuccheri semplici, grassi saturi e sale.
