L’uso continuo e inappropriato degli antibiotici seleziona germi che imparano a resistere a molti o addirittura a tutti gli antibiotici disponibili.

Il pericolo

La resistenza dei batteri agli antibiotici è una delle 10 principali minacce globali per la salute pubblica che l’umanità deve affrontare: è una minaccia per l’uomo, gli animali, le piante e l’ambiente. Ci riguarda tutti.

I batteri antibiotico-resistenti si diffondono soprattutto negli ospedali ed è evidente che, essendo non curabili, hanno un rischio altissimo di far ammalare e morire specialmente i soggetti fragili (anziani, neonati specialmente se prematuri, pazienti ricoverati in Terapie Intensive).

I numeri

Ogni anno in Europa più di 800.000 infezioni sono dovute a batteri resistenti causando 30.000 decessi di cui circa 1/3 in Italia, che purtroppo è 1° Paese a livello europeo per antibiotico-resistenza.

Se non saremo capaci di invertire il trend, nel 2050 l’antibiotico-resistenza rappresenterà la prima causa di decesso a livello mondiale, superando di gran lunga la somma di tutti i tipi di tumore.

Le cause

Il problema della resistenza agli antibiotici, che ha anche ricadute economiche pesantissime, riconosce varie cause, tra cui le più importanti sono l’aumentato uso di questi farmaci (specialmente non appropriato!) sia in medicina umana che veterinaria e l’uso degli antibiotici in zootecnia e in agricoltura.

Cosa possiamo fare tutti?

Per ridurre la minaccia, gli antibiotici devono essere usati in modo prudente e appropriato in tutti i campi: umano, animale, vegetale e ambientale. Quindi impegniamoci a:

  • utilizzare gli antibiotici solo quando e quanto serve, su prescrizione medica, mai su autoprescrizione (vale anche per gli animali di casa: interpellare il veterinario!)
  • rispettare sempre la dose e la durata del trattamento come prescritto dal medico, senza “sconti” decisi in autonomia
  • non chiedere al farmacista un antibiotico senza ricetta
  • non conservare gli antibiotici avanzati: vanno portati in farmacia. Non bisogna gettarli nel lavandino, nel wc o nella spazzatura perché finiscono per contaminare i corsi d’acqua e l’ambiente, contribuendo allo sviluppo di batteri resistenti