Il virus respiratorio sinciziale che l’anno scorso ha fatto registrare un sensibile aumento dei casi è arrivato anche in questa stagione in Italia.
Il virus respiratorio sinciziale (VRS) che l’anno scorso ha fatto registrare un sensibile aumento dei casi è arrivato anche in questa stagione in Italia. Il virus respiratorio sinciziale è un virus molto diffuso nella comunità umana, negli adulti può essere l’equivalente di un raffreddore, mentre per i bambini, soprattutto tra 6 mesi e un anno nel primo anno di vita, soprattutto nei primi 3 mesi, può causare la bronchiolite. La bronchiolite è un’infezione virale delle basse vie aeree, parte terminale dell’albero bronchiale, che provoca tipicamente difficoltà respiratorie. Nei bambini piccoli ha un’evoluzione molto rapida, nel senso che dai primi sintomi come raffreddore o naso che cola si può giungere al coinvolgimento dell’albero bronchiale nel giro di alcuni giorni, ragione per cui i bambini devono essere monitorati attentamente dalla famiglia a domicilio e richiedere il parere del medico pediatra curante quando necessario.
L’infezione da virus respiratorio sinciziale può essere diagnosticata ancor prima di diventare bronchiolite attraverso un tampone delle alte vie aeree (tampone nasale).
Il virus respiratorio sinciziale rappresenta una sfida significativa per la salute dei bambini, in particolare nel primo anno di vita, infatti è una delle principali cause di infezioni delle vie respiratorie inferiori nei bambini e può portare a sintomi che vanno da lievi raffreddori a infezioni polmonari gravi. I sintomi del VRS possono variare da lievi a gravi: nei casi più leggeri, il bambino può presentare un raffreddore comune, tosse, starnuti e febbre moderata, nei casi più gravi, il VRS può portare alle difficoltà respiratorie caratteristiche del quadro della bronchiolite, che può richiedere cure mediche immediate.
Il lavaggio nasale resta l’arma più importante nella gestione delle infezioni delle alte vie aeree nel piccolissimo (i piccolissimi infatti respirano solo dal naso, non dalla bocca). Il consulto col proprio pediatra aiuta ad identificare e discriminare i segni di difficoltà respiratoria, unici segnai di allarme della bronchiolite.
