Il 9 settembre si celebra la Giornata Mondiale della Sindrome Feto-Alcolica (FAS), una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute e sullo sviluppo del bambino, ma che può essere prevenuta evitando il consumo di alcol durante la gravidanza.
Lo scorso anno abbiamo approfondito che cos’è la Sindrome Feto-Alcolica, quali sono le sue cause e quali conseguenze può avere sullo sviluppo del bambino:
Quest’anno abbiamo scelto di affrontare il tema partendo dalle domande che più frequentemente si pongono i futuri genitori. Perché i dubbi sull’alcol in gravidanza sono ancora molti e, accanto alle informazioni corrette, resistono anche falsi miti e convinzioni tramandate nel tempo.
Abbiamo quindi chiesto al Dott. Mario Frigerio, Neonatologo dell’Ospedalino Koelliker, di aiutarci a fare chiarezza e rispondere alle domande più frequenti su alcol, gravidanza e allattamento.
Ho bevuto alcol prima di sapere di essere incinta. Devo preoccuparmi?
«È una situazione che può capitare, soprattutto perché nelle prime settimane molte donne non sanno ancora di essere in gravidanza. La prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico e non lasciarsi sopraffare dai sensi di colpa. Una volta scoperta la gravidanza, è importante interrompere il consumo di alcol e parlarne con il proprio ginecologo, che potrà valutare la situazione e seguire la gravidanza con la dovuta attenzione.
È importante ricordare che ogni gravidanza è diversa e che l’esposizione occasionale non significa automaticamente che il bambino svilupperà una Sindrome Feto-Alcolica. Il consiglio, però, è di evitare qualsiasi ulteriore consumo di alcol per tutta la gravidanza».
Un bicchiere di vino ogni tanto è davvero così rischioso?
«Questo è uno dei falsi miti più diffusi. Oggi le principali raccomandazioni scientifiche indicano che non esiste una quantità di alcol che possa essere considerata sicura durante la gravidanza. L’alcol attraversa la placenta e raggiunge il feto, il cui organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo come quello di un adulto.
Per questo motivo, la scelta più sicura è evitare completamente vino, birra, superalcolici e qualsiasi altra bevanda contenente alcol durante tutta la gravidanza. Non è quindi una questione di demonizzare un singolo bicchiere, ma di adottare un comportamento di prevenzione che elimini un fattore di rischio evitabile».
La Sindrome Feto-Alcolica si riconosce sempre dall’aspetto del bambino?
«Non necessariamente. Quando si parla di Sindrome Feto-Alcolica, si tende spesso a pensare alle caratteristiche fisiche che possono accompagnare la condizione. Tuttavia, gli effetti dell’esposizione prenatale all’alcol possono essere molto diversi e non sempre sono immediatamente visibili.
All’interno dello spettro dei disturbi feto-alcolici, indicato con la sigla FASD, possono infatti comparire difficoltà che riguardano lo sviluppo neurologico e le funzioni cognitive e comportamentali. In alcuni bambini possono manifestarsi, ad esempio, problemi di attenzione, difficoltà di apprendimento, alterazioni delle funzioni esecutive o una maggiore difficoltà nella regolazione delle emozioni.
Per questo è importante non fermarsi all’aspetto fisico: una valutazione tempestiva e un’osservazione attenta dello sviluppo possono aiutare a riconoscere eventuali difficoltà e a offrire al bambino il supporto più adeguato».
Mio figlio presenta difficoltà di attenzione o apprendimento. Possono essere legate all’esposizione all’alcol durante la gravidanza?
«Di fronte a una difficoltà dello sviluppo, dell’apprendimento o del comportamento, è importante non cercare immediatamente una causa unica. Esistono molti fattori che possono contribuire a queste problematiche e solo una valutazione specialistica può aiutare a comprenderne l’origine.
Se c’è stata un’esposizione prenatale all’alcol e si osservano difficoltà nello sviluppo, è importante parlarne apertamente con il pediatra, senza vergogna e senza paura di essere giudicati. Il pediatra potrà valutare la situazione e, se necessario, indirizzare la famiglia verso un percorso diagnostico e di presa in carico multidisciplinare.
Non esiste una terapia unica per i disturbi dello spettro feto-alcolico, ma un riconoscimento precoce delle difficoltà può permettere di attivare interventi educativi, riabilitativi e di supporto personalizzati. L’obiettivo è accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita e aiutare la famiglia a individuare le strategie più adatte alle sue esigenze».
Prevenzione e consapevolezza: il primo passo per proteggere la salute del bambino
La Sindrome Feto-Alcolica e i disturbi dello spettro feto-alcolico rappresentano condizioni prevenibili. La prevenzione passa innanzitutto dalla corretta informazione e dalla consapevolezza che il consumo di alcol in gravidanza può rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo del bambino.
Allo stesso tempo, è fondamentale ricordare che informare non significa giudicare. Le future mamme che hanno consumato alcol prima di sapere di essere incinte non devono essere lasciate sole con i propri dubbi o sensi di colpa: il confronto con il ginecologo e con i professionisti sanitari è il modo migliore per ricevere informazioni corrette e affrontare la gravidanza con maggiore serenità.
Anche dopo la nascita, prestare attenzione allo sviluppo del bambino e rivolgersi al pediatra in presenza di eventuali difficoltà permette di intervenire tempestivamente e costruire, quando necessario, un percorso di supporto personalizzato.
La salute del bambino inizia dalla prevenzione
Se stai programmando una gravidanza, sei in attesa di un bambino o hai dubbi sul suo sviluppo, affidarti a professionisti qualificati può aiutarti ad affrontare ogni fase con maggiore consapevolezza.
L’Ospedalino Koelliker è al fianco delle famiglie con un approccio multidisciplinare e percorsi specialistici dedicati alla salute e al benessere dei bambini, dalla nascita alle diverse fasi della crescita.
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